In attesa degli sviluppi a seguito del memorandum siglato con Teheran, la popolarità di Trump non si smuove dalle latitudini toccate negli ultimi mesi, restando ben lontana da quella del primo mandato e sotto anche a quella di Biden.
In attesa degli sviluppi a seguito del memorandum siglato con Teheran, la popolarità di Trump non si smuove dalle latitudini toccate negli ultimi mesi, restando ben lontana da quella del primo mandato e sotto anche a quella di Biden.
In attesa di sviluppi dai negoziati con l'Iran, con l'accordo di pace che continua ad essere rimandato, l'approvazione di Trump risente del caos e rimane ancorata ai livelli più bassi di sempre dal dopoguerra ad oggi, insieme a quella di Biden.
Boccata d’ossigeno per Trump, che torna a risalire in maniera significativa dopo un periodo buio. Questo balzo in avanti fa sì che l’approvazione del presidente sia ora superiore rispetto a quella di Biden nel suo mandato, sebbene rimanga ancora a livelli bassi e lontani da una soglia rassicurante.
Non si vede la luce in fondo al tunnel per Trump, che continua il saliscendi di pochi decimali da una settimana all'altra senza ottenere i guadagni significativi che gli servirebbero. I numeri continuano ad essere pessimi, ma non così lontani da quelli di Biden.
Mentre proseguono i negoziati per arrivare a un accordo di pace in medioriente, sul fronte interno le nuove rilevazioni confermano il momento estremamente negativo per Trump, che veleggia sui livelli più bassi mai raggiunti da un presidente in carica.
Non si arresta la caduta dell'approvazione di Trump che precipita ulteriormente nel burrone, scendendo sotto al 40% e toccando il -20 di net rating, senza che si intraveda il benché minimo segnale di una possibile risalita.
Variazioni di pochi decimali per il tycoon, che continua a veleggiare intorno ai numeri più bassi di sempre, con il net rating che è due volte peggiore rispetto al primo mandato.
Dopo aver toccato il punto più basso di sempre la scorsa domenica, questa settimana i numeri subiscono una leggera risalita ma l'approvazione rimane stabilmente sotto alla soglia psicologica del 40%.
Situazione tragica per Trump, che per la prima volta arriva a toccare il -20 di net rating con alcuni sondaggi che arrivano addirittura ad attribuirgli un rapporto di 2:1 tra disapprovazione e approvazione.
In attesa dell'evoluzione dei colloqui sul fronte di guerra mediorientale, l'approvazione di Trump rimane a livelli critici ma senza grandi variazioni e con pochi sondaggi di rilievo.
Fisiologico respiro per l'approvazione di Trump, dopo un periodo nero; il dato è ora simile a quello di Biden, ma le nubi all'orizzonte sono ancora cupe.
La guerra in Iran ha fatto calare di ben 5 punti la popolarità di Trump - che tocca quota -17 punti -, mentre per la prima volta il tasso di approvazione scende sotto la soglia psicologica del 40%.
Nelle ultime due settimane l'approvazione di Trump precipita in picchiata nel burrone, toccando il punto più basso di sempre per un presidente ancora all'inizio del mandato. La disapprovazione è a livelli record.
Poche rilevazioni pubblicate, ma molto sfavorevoli: l’approvazione di Trump subisce i primi effetti negativi causati dalla guerra e torna sui livelli bassi che hanno caratterizzato i primi mesi di questo anno.
L’approvazione di Trump fa un balzello in avanti dimostrando una certa resilienza, ma all’orizzonte incombono gli effetti di una guerra che risulta altamente impopolare, secondo i primissimi sondaggi che pubblichiamo.
L'approvazione di Trump segna un leggero ritocco verso l'alto in mezzo alla guerra in Iran, con l'assassinio di Khamenei, e al caos interno tra la decisione della SCOTUS sui dazi e il discorso sullo Stato dell'Unione.
Dopo aver toccato il minimo di questo secondo mandato, una rilevazione in controtendenza di un istituto filo-repubblicano fa rimbalzare i numeri verso l’alto, sebbene la situazione rimanga critica e in linea con il primo mandato.
Nuova settimana, nuovo crollo per l’approvazione di Trump che tocca il minimo di questo mandato e uno dei punti più bassi di sempre, restando sopra solamente a quella di Biden. Vola anche il tasso di disapprovazione.
Dopo oltre un mese, torna a crescere la popolarità di Trump, che rimane sugli stessi livelli del suo primo mandato ed è ora sopra a quella di Biden nel periodo corrispondente.
Bordighera (IM): nelle vicinanze di una delle abitazioni di Fabrizio La Torre
Fabrizio La Torre abitava a Bordighera quando - nel 2010 - ebbe luogo a Parigi la prima mostra di sue fotografie, scattate tanti anni prima: nonostante che avesse fatto vita riservata ci sono in questa zona alcune persone che lo ricordano ancora con simpatia.
Si entra meglio in argomento, indicando subito il…
Nuovo aggiornamento al ribasso per il gradimento di Trump, con il tasso di disapprovazione che tocca un nuovo record del 56% e i numeri che scivolano dietro a quelli del primo mandato, con la conseguenza che Trump è ora il presidente più impopolare di sempre dopo 376 giorni di presidenza.
In attesa dell’evoluzione della situazione in Venezuela e degli effetti che avrà sull’opinione pubblica statunitense, l’approvazione di Trump fa un balzello in alto in un quadro di sostanziale stabilità.
Lo shutdown più lungo di sempre lascia profondi graffi sui numeri di Trump, che naviga in uno dei momenti più difficili della sua intera carriera politica.
Prosegue lo shutdown e prosegue il momento difficile di Trump, che perde due punti rispetto a settimana scorsa con gli indici di gradimento che sprofondano al punto più basso del mandato, superando anche il periodo dei dazi ad aprile.
Tra il funerale di Kirk, l'inasprirsi delle guerre e il discorso all'ONU, questa settimana l'approvazione di Trump torna a toccare i livelli più bassi del mandato, con una perdita netta di circa 2 punti.
In attesa di capire se l'omicidio di Charlie Kirk provocherà qualche scossone, prosegue la fase di stagnazione della popolarità di Trump iniziata verso metà luglio, con i numeri che rimangono sopra alla media del primo mandato.
In un panorama di sondaggi spesso contrastanti tra loro, il gradimento di Trump subisce piccole variazioni positive. Grazie a questa relativa stabilità, il gap di popolarità con molti predecessori si sta progressivamente riducendo, in particolare con Biden e Clinton.
Con la ripresa dei sondaggi dopo il periodo estivo regna una sostanziale stabilità, dovuta però a numeri molto diversi tra loro a seconda degli istituti.